domenica, dicembre 13, 2009

ANDU: "Arsenico e vecchi concorsi" - Relazione DDL

From: http://www.andu-universita.it laddove e' possibile inviare commenti ai documenti e agli interventi gia' pubblicati e proporre nuovi interventiò.


SEGNALIAMO:

= l'intervento di Roberto Perotti "All'universita' tanto arsenico e vecchi concorsi" sul Sole 24-ore dell'11 dicembre 2009.
Per leggere l'intervento e un commento cliccare:

= la relazione del sen. Valditara con la quale il 9 novembre 2009 e' iniziato nella Commissione Istruzione del Senato l'esame del DDL
governativo "(1905) Norme in materia di organizzazione delle Universita', di personale accademico e reclutamento, nonche' delega al Governo per incentivare la qualita' e l'efficienza del sistema universitario".
Per leggere la relazione cliccare:

= che nell'elenco delle Organizzazioni universitarie che hanno sottoscritto il Documento unitario sul DDL governativo e' stata erroneamente inserita la CISAL.
Per leggere il Documento unitario cliccare:

Prc-Se: Comunicato stampa





Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

Roma, 11 dicembre 2009.
Comunicato stampa
Dichiarazione di Eleonora Forenza - Segreteria Nazionale PRC- SE - e di Fabio de Nardis - Responsabile Università e ricerca PRC -
Forenza - De Nardis (Prc): Scuola, A Roma ci siamo ripresi la città, contro la Gelmini e Alemanno.
Oggi è stata una grande e bella giornata di mobilitazione. Il movimento unitario per una scuola e una università pubblica, di massa e di qualità è riuscito a riprendersi le strade di Roma, disobbedendo al protocollo antidemocratico voluto da Alemanno.
Le cariche violente e ingiustificate non sono riusciste a bloccare il grande e pacifico corteo di studenti e precari, determinato ad esercitare il proprio diritto a manifestare e alla libera espressione democratica del dissenso.
Studenti e precari hanno attraversato le strade di Roma, violando il protocollo, per protestare contro il progetto di smantellamento di scuola e università pubbliche che Gelmini, Tremonti e Berlusconi stanno mettendo in atto. Mentre studenti medi e precari presidiavano il Ministero dell'Istruzione, un altro corteo manifestava sotto il ministero del Tesoro.
Una bella giornata di lotta, dunque, che ha visto uniti tutti i soggetti del mondo della conoscenza: contemporaneamente, infatti, i lavoratori e le lavoratrici di FLC, assieme a quelli della Funzione Pubblica, manifestavano a partire da piazza della repubblica per riempire piazza del Popolo.
Come Rifondazione comunista continueremo a dare il nostro contributo perché questo movimento unitario raggiunga i suoi obiettivi: la difesa della scuola e dell'università e le dimissioni della Gelmini. Oggi non è stato che l'inizio.
--
Ufficio stampa Prc-SE
____________________
Ettore Maria Colombo
339/3868349 - 06/44182439

venerdì, dicembre 11, 2009

ANDU: DDL: relazione Valditara

From: http://www.andu-universita.it laddove e' possibile inviare commenti ai documenti e agli interventi gia' pubblicati e proporre nuovi interventi

SEGNALIAMO:

= la relazione del sen. Valditara con la quale il 9 novembre 2009 e' iniziato nella Commissione Istruzione del Senato l'esame del DDL governativo "(1905) Norme in materia di organizzazione delle Universita', di personale accademico e reclutamento, nonche' delega al Governo per incentivare la qualita' e l'efficienza del sistema universitario".
Per leggere la relazione cliccare:

= che nell'elenco delle Organizzazioni universitarie che hanno sottoscritto il Documento unitario sul DDL governativo e' stata erroneamente inserita la CISAL.
Per leggere il Documento unitario cliccare:

giovedì, dicembre 10, 2009

FLC-CGIL: Conoscenzanews V 51 -. 11 dicembre 2009: è tempo di una scelta responsabile

FLC-CGIL Conoscenzanews
Anno V n. 51 del 9 dicembre 2009
Edizione Speciale

Direttore responsabile Ermanno Detti

Periodico telematico a cura della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil
Via Leopoldo Serra, 31 - 00153 Roma - Tel. 06.585480, fax 06.58548434
e-mail conoscenzanews@flcgil.it sito internet www.flcgil.it Feed RSS flcgil.it

11 dicembre 2009: è tempo di una scelta responsabile

Cari colleghi,

il prossimo 11 dicembre vedrà lo sciopero, indetto dalla FLC Cgil, di tutti i lavoratori dei settori pubblici e privati della conoscenza: Scuola, Università, Ricerca, Formazione professionale e Accademie e Conservatori, insieme con tutti gli altri lavoratori del Pubblico Impiego.

Uno sciopero generale non è mai una decisione da prendere a cuor leggero, e si fa ricorso a tale misura solo in casi davvero gravi. Malauguratamente, la condizione dei settori della conoscenza, e del personale che vi opera, è in una situazione mai vista prima. I tagli di risorse e di personale previsti nei prossimi tre anni sono destinati a cambiare la natura e la geografia del nostro sistema di istruzione e di ricerca, a privare tanti ragazzi del diritto a studiare e a progredire, a privare decine di migliaia di lavoratori del posto di lavoro e dello stipendio. Ma al tempo stesso gli interventi del Governo renderanno l'intero Paese più debole e più povero, e insieme più ingiusto: un Paese che sceglie di colpire la conoscenza è un Paese che rinuncia al suo futuro.

Nelle scelte del Governo non c'è il merito, non c'è la qualità, non c'è la trasparenza che vengono sbandierate per coprire le piaghe dei tagli: c'è solo un danno a tutta la collettività, che diventerà irreparabile se non si inverte la rotta.
E, insieme, c'è una volontà perversa e autoritaria di colpire tutti i dipendenti pubblici, additati al pubblico disprezzo, mortificati e derisi, privati di dignità e di ruolo; tutti, senza distinzione: impiegati e vigili del fuoco, medici e insegnanti, infermieri e ricercatori. Un mondo di persone che spesso assicurano a tutti noi la possibilità di imparare, di curarci, di avere una pensione, che ci aiuta nelle difficoltà ed emergenze; è mai possibile che tutti costoro siano diventati il nemico pubblico da colpire? Si colpisca davvero chi lo merita, ma si assicuri a tutti gli altri il diritto ad un lavoro riconosciuto socialmente, ad una retribuzione dignitosa.
Sono davvero tempi oscuri, nei quali la ragione cede il passo all'arbitrio, e le nostre comuni premesse di convivenza civile garantite dalla Costituzione rischiano di essere stravolte.
La FLC Cgil non accetta le scelte di regresso civile che le misure del Governo portano con sé, e non accetta di rassegnarsi ad un destino collettivo e individuale sempre più povero e privo di prospettive.
Per questo ti chiediamo, di partecipare allo sciopero dell'11 dicembre e alla manifestazione a Roma: perché la tua voce diventi la voce dei tanti cittadini e lavoratori che pretendono, per sé e per i propri figli, un futuro in cui credere.
FLC Cgil nazionale


Appuntamenti
ore 9.30 da piazza della Repubblica a piazza del Popolo

Web cronaca e diretta video su www.flcgil.it
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PRC: COMUNICATO STAMPA- FERRERO





Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma


Oggi la Questura di Roma ha deciso di negare l'autorizzazione al corteo unitario del movimento per la scuola e l'università pubblica che si dovrebbe svolgere venerdì 11 dicembre in occasione dello Sciopero generale del mondo della conoscenza indetto fra gli altri dalla FLC-CGIL. Il corteo dovrebbe partire dall'Università La Sapienza, raggiungere i lavoratori in piazza della Repubblica e poi proseguire verso il ministero della Pubblica Istruzione. Pare che questo non sia possibile per via del Protocollo appena firmato da alcune sigle sindacali e dai partiti del centrodestra che impedisce nel mese pre-natalizio l'organizzazione di più di un corteo nelle strade del centro di Roma. Una scelta assurda che dimostra per l'ennesima volta la cultura reazionaria e antidemocratica di questo governo nonché la scarsa lungimiranza delle si gle politiche e sindacali che hanno scelto di firmare quel protocollo. Per l'ennesima volta si vuole negare il diritto a manifestare e alla libera espressione del dissenso. Bene hanno fatto gli studenti e i lavoratori della conoscenza ad annunciare la loro intenzione di svolgere comunque il proprio corteo rivendicando il proprio diritto a manifestare. Rifondazione Comunista conferma la sua adesione alla sciopero indetto dalla Flc-Cgil e si impegna a stare al fianco degli studenti e dei ricercatori precari che cercheranno di svolgere la propria manifestazione unitaria. Mette le proprie strutture a disposizione del movimento e invita tutte e tutti i propri militanti a partecipare in massa alla giornata di mobilitazione. -- Ufficio stampa Prc-SE



PRC: COMUNICATO STAMPA

prc2004rosso_100 124.gifwww.rifondazione.it
Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

 
COMUNICATO STAMPA
Oggetto: MANIFESTAZIONE STUDENTI E PRECARI DELL' 11 DICEMBRE
 
E' di oggi la notizia che la Questura di Roma ha revocato l'autorizzazione del corteo indetto da tutto il mondo della formazione per l'11 dicembre. Partendo da piazzale Aldo Moro, passando per piazzale della Repubblica saremmo dovuti arrivare fin sotto il Ministero dell'Istruzione. Un corteo che in continuità con le mobilitazioni autunnali e con l'assemblea del 20 novembre, vuole rinnovare l'opposizione ai processi di trasformazione di scuola e università, dal D.D.L. Gelmini al D.D.L. Aprea, rivendicando un nuovo welfare per i soggetti precari e in formazione.
Ancora una volta, in tempo di crisi, si vuole limitare la libertà d'espressione e il diritto al dissenso, attraverso l'imposizione di un protocollo amministrativo, valido, quindi, solo per le parti contraenti. Ancora una volta viene agito il tentativo di limitare il protagonismo dei soggetti della formazione, studenti, ricercatori, insegnanti e genitori, che rifiutano di pagare una crisi che non hanno prodotto.
In un paese a democrazia bloccata crediamo invece sia fondamentale rivendicare il nostro diritto a manifestare, contro i processi di dismissione di scuola e università, contro ogni forma di precarizzazione del nostro lavoro e delle nostre vite. Per questo venerdì, in occasione dello sciopero dei lavoratori della conoscenza attraverseremo le strade della città riprendendoci la libertà d'espressione e il diritto a manifestare.
 
STUDENTI, PRECARI E LAVORATORI DELLA CONOSCENZA
 


ANDU: Universita' italiana: non peggiore, anzi ...

From: http://www.andu-universita.it laddove e' possibile inviare commenti ai documenti e agli interventi gia' pubblicati e proporre nuovi interventi


SEGNALIAMO:

= l'intervento di Franco Di Quarto, dell'Universita' di Palermo, "Universita' italiana: non e' la peggiore, anzi ...".
Per leggere l'intervento cliccare:

= il commento di:
- Roberto Caimmi, dell'Universita' di Padova, "Chi rottama si suicida" al documento "Rottamazione: medici, ricercatori e Parlamento".
Per leggere il commento cliccare:

= i commenti di:
- Francesco Falaschi dell'Università di Perugia;
- Carla Fini dell'Università di Roma 3;
- Alessandro Tessari dell'Università di Padova;
all'intervento di Gianfelice ROCCA, vicepresidente di Confindustria per l'Education, "Un'occasione storica per i nostri atenei", sul Sole 24-ore dell'1 dicembre 2009.
Per leggere il commento cliccare:

venerdì, dicembre 04, 2009

CNRU: una nuova proposta per i ricercatori


From: Marco Merafina <Marco.Merafina@roma1.infn.it>
Date: December 3, 2009 6:12:02 PM GMT+01:00
To: undisclosed-recipients: ;
Subject: una nuova proposta per i ricercatori


Cari colleghi,
oggi, 3 dicembre 2009, ho presentato ufficialmente presso l'Università di L'Aquila, in occasione dell'assemblea dei ricercatori dell'ateneo sul DDL Gelmini a cui sono stato invitato, una nuova proposta di soluzione del problema dello stato giuridico dei ricercatori universitari.
Tale proposta è coerente con la richiesta storica del CNRU di riconoscimento del ruolo di professore ai ricercatori universitari, ma tiene conto delle mutate condizioni venitesi a creare con la presentazione del nuovo DDL sull'Università.
Metto a disposizione di tutti i ricercatori universitari la proposta, che vi allego a seguire. Vi prego di leggerla con attenzione: se essa incontrerà il favore della categoria, sarà presentata al Ministero come richiesta ufficiale dei ricercatori.
La proposta ha ricevuto un unanime consenso tra i ricercatori di L'Aquila e consenso anche da parte Rettore Ferdinando Di Orio.
Mi aspetto critiche costruttive, migliorative della proposta e anche soluzioni alternative, purché praticabili e che tengano conto del contesto finanziario attuale. Siamo a un punto di svolta e non possiamo permetterci di attendere oltre.
Sono ovviamente disponibile a ulteriori chiarimenti sulla proposta.

un saluto cordiale
Marco Merafina
Coordinatore Nazionale Ricercatori Universitari
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UNA PROPOSTA DI SOLUZIONE DEL PROBLEMA DELLO STATO GIURIDICO DEI RICERCATORI


Il disegno di legge sull'Università recentemente presentato dal Governo affronta nodi cruciali del funzionamento del Sistema Universitario: dalla governance al reclutamento, dagli interventi per la qualità e l'efficienza del Sistema allo stato giuridico dei docenti.
Tuttavia il disegno di legge, pur affrontando così tanti aspetti, comprendendo tra essi anche una possibile revisione delle retribuzioni dei docenti, "dimentica" di considerare alcune norme transitorie indispensabili che dovrebbero riguardare gli attuali Ricercatori Universitari, cancellando così definitivamente ogni prospettiva di soluzione dello Stato Giuridico, atteso ormai da quasi trent'anni.
Non voglio affrontare gli altri aspetti del disegno di legge che pure destano grosse perplessità, come la revisione della governance e del reclutamento, lo faranno sicuramente altri colleghi e darò il mio contributo, ma preferisco per il momento soffermarmi sul problema specifico dei Ricercatori che, in qualità di Coordinatore Nazionale del CNRU, mi interessa in modo particolare.
Ho deciso di presentare ufficialmente qui in questa Università una proposta di soluzione di questo problema, accettando l'invito dei colleghi a discutere del disegno di legge, perché credo che mai come in questo DDL si rischia di pronunciare una parola definitiva sul destino di noi ricercatori universitari se non faremo qualcosa presto e bene.
Infatti, la grave situazione finanziaria in cui si dibattono gli Atenei italiani a causa del cronico sottofinanziamento del Sistema sta provocando l'impossibilità di operare un seria programmazione del personale docente e la pressoché totale cancellazione di tornate concorsuali necessarie per lo sviluppo delle carriere dei docenti già inseriti e per il reclutamento dei giovani in attesa da anni e senza prospettive.
Su questa crisi, il disegno di legge sceglie delle soluzioni che risultano assolutamente poco credibili e non attuabili se verranno mantenuti i tagli introdotti dalla legge 133 del 2008 e soprattutto impedisce ai Ricercatori Universitari, per la mancanza di concorsi, di uscire dal vicolo cieco cui sono stati posti dalla messa a esaurimento operata dalla Legge Moratti e dalle cosiddette corsie preferenziali introdotte in questo DDL a favore dei giovani Ricercatori a tempo determinato che potranno essere inquadrati nella fascia degli associati con meccanismi più celeri di quelli previsti per chi è già nel ruolo.
La proposta consiste sostanzialmente nella richiesta di inquadramento alla seconda fascia docente (quella dei professori associati) per tutti quei ricercatori che fanno didattica certificata dalle facoltà e che mostrano di essere attivi nella ricerca. Ovviamente si può decidere dove fissare l.asticella, ma sia chiaro che deve essere tale da permettere il passaggio alla maggior parte di essi.
Questo riconoscimento del ruolo di professore che il CNRU richiede da tempo, potrà essere richiesto dal singolo ricercatore in possesso dei requisiti precedentemente indicati in cambio del mantenimento della progressione economica attuale e cioè quella da ricercatore. In questo modo si è inquadrati come professori associati con tutto ciò che la cosa comporta a livello di diritti e di doveri ma si continua a percepire lo stipendio da ricercatore con la stessa progressione, mantenendo il livello maturato e continuando a percepire gli scatti biennali.
È bene ricordare che allo stato attuale se si vince un concorso per essere inquadrato nel ruolo di professore associato, dal punto di vista retributivo possono succedere due cose:
1) Se se è giovani abbastanza, l'inquadramento a livello 0 della progressione economica del professore associato procura un aumento di stipendio (ma vale per pochi).
2) Se si ha un'anzianità pari o superiore al V livello, il proprio stipendio da ricercatore è già superiore a quello che si percepirebbe da associati, e si continua a percepire lo stesso stipendio (con un assegno ad personam) fino a che la ricostruzione della carriera, con il riconoscimento del 2/3 del periodo svolto da ricercatore e che il DDL ha intenzione di abolire (art.5 comma 4 lettera m), e gli scatti maturati non porteranno a uno stipendio superiore. Durante quel periodo lo stipendio non aumenta anche se si maturano degli scatti, con conseguente penalizzazione anche in termini di contributi per la pensione. È il motivo per cui molti nostri colleghi più anziani decidono di rinunciare a fare un concorso perché vicini alla pensione e quindi consapevoli di rimetterci.
Con questa proposta lo Stato non ci rimette perché continua a pagare la retribuzione come se l'interessato fosse rimasto ricercatore; mentre il ricercatore diventato associato ci guadagna perché continua a percepire gli scatti e non interrompe la progressione di carriera. Chi conosce bene i meccanismi, si accorge che è più conveniente perché prendendo più soldi subito e rallentando più avanti ci guadagna a livello di contributi pensionistici, soprattutto se è nel regime misto o totalmente contributivo, come ormai la maggior parte di noi.
Quindi, facendo bene i conti, ci si accorge che in questo modo si percepiscono più soldi che vincendo un concorso nella modalità attuale. Se poi aboliscono la ricostruzione di carriera, come prefigurato nel DDL, questa proposta diventa soluzione quasi obbligata per non rimetterci un sacco di soldi.
Solo i giovani andrebbero a perdere qualcosa (rispetto a un immediato inquadramento per concorso ad associato), ma mi chiedo: viste le difficoltà a fare concorsi con i soldi a disposizione, e cioè quasi niente, quanto tempo dovranno attendere prima di avere un concorso e vincerlo? Sicuramente il tempo che gli resta per avere uno stipendio superiore al V livello e quindi superiore al livello 0 di un associato: alla fine rientrerebbero anche loro nella seconda categoria.
Poiché l'inquadramento sarà a richiesta e tra coloro che dimostrano di fare didattica certificata dalle facoltà ed essere attivi nella ricerca, chi non vorrà potrà restare ricercatore in eventuale attesa di un concorso (quando ci sarà). Ovviamente al momento della richiesta si accetta tale progressione in attesa di una risistemazione delle curve retributive di tutta la docenza e questo per evitare ricorsi volti a ottenere gli scatti da associato subito appena inquadrati.

Questa soluzione porta ulteriori benefici.

I soldi risparmiati potranno consentire una credibile attuazione del piano di reclutamento dei ricercatori a tempo determinato e conferirebbero credibilità alla "tenure track", almeno dal punto di vista della compatibilità finanziaria, visto che comunque le università non sono obbligate a inquadrare il giovane nel ruolo. Diversamente, senza investimenti, tutto si ridurrebbe a un'ulteriore precarizzazione della docenza.
I ricercatori, così inquadrati in seconda fascia, non subiranno il pericolo di essere prepensionati, visto che la norma espressamente esclude dal provvedimanto i professori universitari. Essi inoltre potranno finalmente ottenere di andare in pensione non più a 65 anni ma a 68-70 anni, come tutti gli altri associati.
Inoltre, l'allargamento della base dei professori associati giustificherà un seria programmazione di concorsi di I fascia per mantenere la proporzione tra le due fasce a valori accettabili, visti anche i pensionamenti che ci saranno nei prossimi anni.
Infine, avendo risparmiato sulle spese organizzative per i concorsi e per le progressioni economiche dei ricercatori attuali inquadrati nel ruolo di professori associati (la progressione economica resta la stessa e i costi rimangono quelli attuali come se nessun ricercatore vincesse un concorso per associato), si eviterebbe la contrapposizione con i più giovani a tempo determinato che potranno progredire con le risorse risparmiate, senza che si dica che gli attuali ricercatori "costituiscono un freno per la loro progressione di carriera", impedendo lo svolgimento di nuovi concorsi per molti anni.
L'obiezione che ci sarebbero troppi associati si supera con le esigenze didattiche che non consentono di mantenere un livello accettabile con meno di 50 mila docenti di ruolo. A meno che si voglia precarizzare anche la funzione docente con conseguente scadimento della qualità dell'offerta formativa.

Se la proposta incontrerà il favore della maggioranza dei ricercatori, sarà poi formalizzata al Ministero competente.
Per evitare fraintendimenti è importante sottolineare che tale proposta non costituisce una Ope Legis perché di fatto riconosce il lavoro svolto dai ricercatori e lo fa senza oneri ulteriori e non indiscriminatamente: se le fasce di docenza, con lo schema presentato in questo DDL, diventano due, l'inquadramento in seconda fascia diventa l'unica possibilità per non estromettere definitivamente i ricercatori dalle componenti attive dell'Università. L'operazione va quindi sviluppata in modo ampio poichè il numero totale dei docenti non deve diminuire troppo. E se prima comprendeva tre fasce e adesso ne comprende due, deve avere dentro tutti i docenti attuali o la stragrande maggioranza di essi, altrimenti rimanere ricercatori sarebbe una retrocessione.

Un rifiuto del Ministero di una tale proposta che è a costo realmente zero, significherebbe dare attuazione a un disegno che deliberatamente programma il fallimento delle carriere di 24 mila docenti, non essendoci un piano credibile di concorsi con i tagli attuali e visto che anche la riforma deve essere attuata senza oneri ulteriori per lo stato.
La proposta di inquadrare per concorso regolare il 70-80% dei ricercatori durante il periodo che intercorrerà dall'entrata in vigore del presente DDL al momento in cui i ricercatori a tempo determinato potranno essere inquadrati nel ruolo di associati non è credibile né attuabile dovendo prevedere l'implementazione di almeno 2000 concorsi per associato all'anno per 5-6 anni. Non ci sono le risorse non ci sono i tempi per farlo. La proposta arriva alla stessa soluzione tagliando costi e tempi.
Del resto non si può continuare ad accettare che alla maggior parte dei ricercatori sia impedito, per ragioni finanziarie, di progredire nella carriera. Non può essere la mancanza di risorse a decidere la percentuale di ricercatori da inquadrare nel ruolo di professore. Ricercatori che hanno svolto attività da docenti da almeno 15 anni e che hanno permesso l'attuazione della riforma dell'ordinamento didattico e che attualmente fanno lezione gratuitamente nella stragrande maggioranza dei casi a che altro tipo di valutazione dovrebbero ancora sottoporsi? Non è accettabile continuare ad avere doveri da professori e diritti da ricercatori o, peggio, da non docenti.

L'Aquila 3 dicembre 2009

Marco Merafina
Coordinatore Nazionale Ricercatori Universitari

===============
Note aggiuntive:

- Il passaggio da tre a due fasce con inquadramento nella seconda degli appartenenti alla terza fascia è già avvenuto nel passato nel caso degli assistenti, aiuti e primari, come ricordato dal Rettore Di Orio questa mattina, e quindi è praticabile se c'è la volontà politica.

- Riguardo ai requisiti di inquadramento la questione è aperta e mi aspetto un dibattito sui criteri, purché siano tali da consentire al 70-80% dei ricercatori di essere inquadrati nel ruolo di associati.

- Anche il periodo di mantenimento della progressione da ricercatore per coloro che sarebbero inquadrati nella fascia di associati potrebbe essere argomento di trattativa, in attesa di una risistemazione globale della retribuzione dei docenti universitari, peraltro prevista anche nel DDL.

mercoledì, dicembre 02, 2009

ANDU: Rettore Puglisi: non limitare mandato rettori

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SEGNALIAMO:

* l'articolo "Atenei, rettore Puglisi (Iulm) su riforma: prevalga collaborazione tra schieramenti" su Avvenire del 2 dicembre 2009".
Per leggere l'articolo e un brevissimo commento cliccare (secondo aggiornamento):

* il commento di:
- Guido MARTINOTTI
all'intervento di Gianfelice ROCCA, vicepresidente di Confindustria per l'Education, "Un'occasione storica per i nostri atenei", sul Sole 24-ore dell'1 dicembre 2009.
Per leggere il commento cliccare:

ANDU: L. Berlinguer: il DDL e' anche nostro

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SEGNALIAMO:

* l'intervista a Luigi Berlinguer "Luigi Berlinguer e la riforma Gelmini collaboriamo", sul Corriere della Sera del 2 dicembre 2009.
Per leggere l'intervista e un breve commento cliccare:

* i commenti di:
- Nicola Giuliano LEONE, dell'Universita' di Palermo;
- Salvatore NICOSIA, dell'Universita' di Palermo
all'intervento di Gianfelice ROCCA, vicepresidente di Confindustria per l'Education, "Un'occasione storica per i nostri atenei", sul Sole 24-ore dell'1 dicembre 2009.
Per leggere i commenti cliccare:

martedì, dicembre 01, 2009

ANDU & Co: Su DDL: documento unitario

ADI, ADU, AND, ANDU, APU, CIPUR, CISAL, CISL-Universita', CNU, CNRU, CONFSAL, FLC-CGIL, RDB-CUB, SNALS-Docenti Universita', SUN, UDU, UGL-Universita' e Ricerca, UILPA-UR


Il DDL su "Norme in materia di organizzazione delle universita', ..." presentato dal Governo al Senato e' stato elaborato in quasi un anno in sintonia con la CRUI e senza una reale consultazione delle Rappresentanze sindacali e delle Organizzazioni universitarie.
Il DDL pone finalmente per iscritto le intenzioni del governo su quelli che sono ritenuti i nodi centrali della organizzazione e della gestione del Sistema universitario.
Le soluzioni proposte, a nostro avviso, non consentono il rilancio dell'Universita' pubblica come Istituzione strategica per il progresso culturale, sociale ed economico del Paese, anche per la mancanza di adeguati investimenti.

Del DDL si evidenziano i seguenti punti sui quali siamo particolarmente critici:

- l'Universita' pubblica non viene piu' indicata come "sede primaria della ricerca";
- l'autonomia del Sistema universitario viene svuotata sia a livello locale sia a livello centrale, concentrando in poche mani (il Rettore e il Consiglio di Ammnistrazione) il potere di gestione degli Atenei e assoggettando il Ministero competente a quello dell'Economia;
- i previsti meccanismi concorsuali potrebbero addirittura accentuare il localismo, senza eliminare i casi di nepotismo e senza premiare il merito;
- i problemi del precariato vengono aggravati con l'aggiunta del ricercatore a tempo determinato alle attuali innumerevoli figure a termine, invece di procedere alla loro totale sostituzione con un'unica figura pre-ruolo, dotata di autonomia e responsabilita' diretta di progetti di ricerca;
- assenza di qualsiasi riferimento al destino degli attuali ricercatori di ruolo;
- assenza di qualsiasi riferimento alla rappresentanza e al destino del personale tecnico-amministrativo;
- la nuova figura del "direttore generale" rischia di sovrapporsi a quella del rettore;
- le indicazioni sul diritto allo studio risultano generiche.

Nelle singole sedi saranno indette Assemblee per discutere e approfondire i contenuti del DDL.

Il 15 gennaio 2010 torneremo a riunirci a Roma per valutare gli sviluppi della situazione, tenendo anche conto dell'esito della Assemblee di Ateneo.
Conseguentemente si decideranno le iniziative piu' adeguate. Inoltre si programmeranno gli incontri con le Forze politiche e i Gruppi parlamentari.

Roma, 27 novembre 2009

ADI, ADU, AND, ANDU, APU, CIPUR, CISAL, CISL-Universita', CNU, CNRU, CONFSAL, FLC-CGIL, RDB-CUB, SNALS-Docenti Universita', SUN, UDU, UGL-Universita' e Ricerca, UILPA-UR

ANDU: Senza docenti-Valore legale-Su DDL

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SEGNALIAMO:

* l'intervento di Donato Firrao, preside di Ingegneria del Politecnico di Torino, "L'universita' rischia di trovarsi senza docenti", sulla Stampa di Torino del 30 novembre 2009.
Per leggere l'intervento cliccare:

* l'intervento di Giorgio Bertone "Elogio del valore legale del titolo di studio", sul Secolo XIX del 30 novembre 2009.
Per leggere l'intervento cliccare:

* il Documento unitario sul DDL governativo sottoscritto da ADI, ADU, AND, ANDU, APU, CIPUR, CISAL, CISL-Universita', CNU, CNRU, CONFSAL, FLC-CGIL, RDB-CUB, SNALS-Docenti Universita', SUN, UDU, UGL-Universita' e Ricerca, UILPA-UR.
Per leggere il Documento cliccare:

lunedì, novembre 30, 2009

ANDU: "Mini-universita', quanti sprechi"

From: www.andu-universita.it - dove c'e' possibile inviare commenti ai documenti e agli interventi gia' pubblicati e proporre nuovi interventi ...

SEGNALIAMO:

* l'articolo di
- Anna Maria Sersale "Mini-universita', quanti sprechi: in 33 Comuni c'e' un solo corso", sul Messaggero del 29 novembre 2009.
Per leggere l'articolo e un breve commento, cliccare:

* il commento di:
- Nicola MANINI, dell'Universita' di Milano alla "Lettera al Corriere della Sera" di Salvatore NICOSIA, dell'Universita' di Palermo.
Per leggere il commento cliccare:

giovedì, novembre 26, 2009

ANDU: Graduatoria Atenei del Sole 24-ore

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SEGNALIAMO:

* l'intervento inviatoci da Franco DI QUARTO, ordinario dell'Universita' di Palermo, "La valutazione degli atenei italiani secondo il Ministero".
L'intervento di Di Quarto si riferisce all'articolo "A Roma e Bologna le universita' da 110 e lode", sul Sole 24-ore del 23 novembre 2009.
Per leggere l'intervento di Di Quarto cliccare:

* i commenti di:
- 'PRECARIO K.', dell'Universita' di Pisa
- Salvatore NICOSIA, associato dell'Universita' di Palermo all'intervento di Alessandro Somma, ordinario dellíUniversita' di Ferrara, dal titolo ìDDL: Governo, CRUI, Confindustria e PDî.
Per leggere i commenti cliccare:

* il sito "per l'universita' pubblica" (www.perluniversitapubblica.it) che riporta un Appello e gli elenchi delle adesioni (oltre 400) sin qui pervenute (alla casella: perluniversitapubblica@gmail.com).

mercoledì, novembre 25, 2009

ANDU: DDL: Governo, CRUI, Confindustria e PD

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interventi gia' pubblicati e proporre nuovi interventi...

* Segnaliamo l'intervento inviatoci da Alessandro SOMMA "Come i privati e in mano ai privati. La riforma Gelmini contro l'universita' pubblica".
Per leggere l'intervento cliccare:


* Segnaliamo i commenti di:
- Susan GEORGE, associata dell'Universita' di Pisa
- Giuseppe DELL'AGATA, ordinario dell'Universita' di Pisa
- Giovanni FEDERICO, ordinario dell'Universita' di Pisa
- Guido PIANGATELLO, studente dell'Universita' Roma 1
- Federico SCARPA, ricercatore dell'Universita' di Genova
- Marco MAZZONE, ricercatore dell'Universita' di Catania
- Patrizia VERNOLE, ricercatore dell'Universita' Roma 2
- Laura SAVELLI, ricercatrice dell'Universita' di Pisa
- Cristiana TORTI, ricercatrice dell'Universita' di Pisa
all'intervento di Maria Rosaria MARELLA, ordinario dellíUniversita' di Perugia, dal titolo "L'attacco alla Scuola e all'Universita' pubblica: perche' non si puo' piu' stare a guardare".

Per leggere i commenti cliccare:

domenica, novembre 22, 2009

ANDU: "Studenti in rivolta"- Marella e Manzelli


From: http://www.andu-universita.it da cui e' possibile inviare commenti ai documenti e agli interventi gia' pubblicati e proporre nuovi interventi


= Si segnalano:

sabato, novembre 21, 2009

Disegno di legge Gelmini sull'università , il commento della FLC Cgil

Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL

Cari colleghi,

l'11 novembre il Miur ha convocato un incontro per ascoltare le parti sindacali e rappresentative, intese in senso lato, sul testo di DDL per l'Università approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 28 ottobre. In quella sede, la FLC Cgil ha presentato le proprie osservazioni.
In questi giorni, sul nostro sito nazionale è stato pubblicato un documento di approfondimento e di commento sui contenuti del Disegno di legge.
Il documento è scaricabile in formato pdf a questo link.
Saluti
FLC Cgil Nazionale
-- 

ANDU: "16 miliardi alle universita'"

From: http://www.andu-universita.it - da cui e' possibile inviare commenti ai documenti e agli interventi gia' pubblicati e proporre nuovi interventi

* Si segnalano: cliccare

http://www.andu-universita.it/2009/11/21/16-miliardi-alle-universita/

- l'articolo "Francia, 16 miliardi alla ricerca" sul Sole 24-ore del 19 novembre 2009.

- il documento dell'Assemblea nazionale di precari e studenti del 20 novembre 2009.

- tre commenti (Graziano, Mario Ascheri, Franco Piperno) all'intervento di Alessandro Somma "Universita' tedesche e mercato".

martedì, novembre 17, 2009

ANDU: DDL: da Somma, Capano e Burgio

Segnaliamo i seguenti nuovi interventi sul sito dell'ANDU:

- Alessandro Somma: 'Universita' tedesche e mercato':
Sulla situazione dell'Universita' tedesca e'anche segnalato l'articolo "La rivolta deglistudenti secchioni" pubblicato su Repubblica del 17 novembre 2009.

- Giliberto Capano e Alberto Burgio a commento del documento "DDL. Chi nomina il Consiglio di Amministrazione?":

lunedì, novembre 16, 2009

PRC: COMUNICATO STAMPA DIP. UNIVERSITA' E RICERCA





Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale - 06 441821
Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma

COMUNICATO STAMPA
Dichiarazione di Fabio de Nardis, responsabile nazionale università e ricerca PRC-SE
DE NARDIS (PRC): Rifondazione sostiene lo sciopero generale studentesco del 17 novembre
Il 17 novembre, giornata internazionale di mobilitazione studentesca, in Italia si terrà lo sciopero generale studentesco. Blocco delle lezioni e cortei, assemblee e azioni di protesta in tutte le città d'Italia contro la Gelmini e le sue politiche devastanti che puntano alla destrutturazione del sistema pubblico della formazione e della ricerca in Italia.
Rifondazione Comunista sostiene questa giornata di mobilitazione e parteciperà a tutte le iniziative di protesta e mobilitazione che si organizzeranno in ogni città italiana per rivendicare il suo NO al Governo Berlusconi e il suo sostegno alla Scuola e all'Università della Costituzione di cui la Ministra Gelmini e la sua cricca hanno fatto carta straccia.
Fabio de Nardis
Responsabile Nazionale Università e Ricerca PRC-Se